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ALI a Bruxelles per l’incontro di EFA sulla tutela degli animali allevati

Il racconto di Daria Vitale, la nostra responsabile Animali Allevati, della riunione dell’Eurogroup for animals sulla revisione della normativa europea sul benessere animale.
Eurogroup for animals
Daria Vitale

Daria Vitale

Responsabile animali allevati.
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La scorsa settimana, giovedì 10 novembre 2022, noi di ALI siamo stati a Bruxelles, per un’importante riunione dedicata al processo di revisione della normativa europea a tutela degli animali allevati.

Trattare la complessità della normativa europea sul benessere animale negli allevamenti

Ad oggi l’Unione europea si pone come leader internazionale in tema di regolamentazione e tutela degli animali. L’ampio complesso normativo loro dedicato consta di un elevato grado di specificità, caratterizzato da un approccio basato sull’adeguamento alle evidenze scientifiche disponibili e l’obiettivo primario di minimizzare la sofferenza animale. A ciò si accompagna un elevato tasso di complessità della tematica e la necessità di bilanciare l’interesse alla tutela degli animali con le antitetiche attività di sfruttamento perpetrate ai loro danni da parte dell’industria alimentare. Questo complesso impianto normativo è al momento in fase di revisione, una riconsiderazione complessiva mossa dalla necessità di mutare il modello alimentare europeo, che si pone come un’occasione imprescindibile per offrire maggiori garanzie ai consumatori e una tutela più efficace degli animali allevati. Tuttavia questo apre anche la possibilità a modifiche inattese, che potrebbero determinarsi nella perdita di tutele ad oggi garantite.

Il ruolo di Eurogroup for Animals

Le politiche europee sono strettamente interconnesse a quelle dei singoli Stati membri, con un’influenza interdipendente che richiede approcci multidisciplinari e di cooperazione tra associazioni che, in diverse aree territoriali, si occupano di tutela degli animali. Il ruolo di coordinamento e rappresentanza delle istanze delle organizzazioni per i diritti animali è ricoperto a livello europeo da Eurogroup for animals (EFA), un’organizzazione ombrello di cui fanno parte 85 associazioni, con sede in diversi Stati membri dell’Unione europea e anche extra-UE. EFA rappresenta da oltre 40 anni la voce degli animali in Europa, attraverso un dialogo costante con le Istituzioni europee e l’organizzazione di attività coordinate a livello di singoli Stati membri. EFA, ad esempio, ha ricoperto il ruolo di segretariato dell’intergruppo del Parlamento europeo sul benessere e la conservazione degli animali fin dalla sua fondazione (1983), riunendo Membri del Parlamento europeo provenienti da diversi gruppi politici, con l’obiettivo di plasmare le politiche europee assicurando la promozione di attività dirette a garantire l’inclusione di priorità a tutela degli animali. Il lavoro di EFA è organizzato per aree tematiche, quali quelle dedicate agli animali allevati, ai pets, ma anche a specifici sottogruppi di lavoro come l’acquacoltura e la pesca o l’etichettatura dei prodotti alimentari. A ciò si aggiungono team di lavoro trasversali, come quelli dedicati alle politiche europee o al mercato. L’attività viene svolta anche attraverso il coordinamento diretto con le associazioni, membri dei singoli gruppi di lavoro: questo offre una preziosissima opportunità di confronto e collaborazione che permette di massimizzare l’efficacia del lavoro svolto.

Il lavoro di ALI nell’EFA

ALI ricopre lo status di “full member” di EFA ed è attiva al suo interno, prendendo parte a diversi sottogruppi di lavoro nell’ambito della tutela degli animali allevati e per il coordinamento nelle attività di lobbying a livello europeo. La partecipazione a questi gruppi di lavoro ci consente di allineare le nostre posizioni agli sviluppi più recenti emersi a livello europeo. La volontà è quella di operare uno scambio proficuo che permetta a tutte le parti di beneficiare della collaborazione reciproca. Proprio con riferimento alla massimizzazione dei risultati un esempio concreto è quello della campagna coordinata da EFA a supporto dell’iniziativa dei cittadini europei “Fur Free Europe”, che chiede di mettere fine al divieto di produzione e commercializzazione di pellicce in Europa. EFA ha offerto ai propri membri la possibilità di collaborare insieme per il raggiungimento dell’ambizioso risultato di 1 milione di firme raccolte in almeno 7 diversi Stati membri, attraverso il superamento di soglie minime proporzionali in ciascuno di essi.

L’incontro a Bruxelles

L’incontro della scorsa settimana si inserisce nel solco delle attività condotte da ALI e da EFA, con specifico riferimento al settore degli animali allevati. Il gruppo di lavoro, di oltre 40 partecipanti provenienti da diversi Stati membri, aveva come obiettivo l’analisi della situazione politica europea con riferimento al processo di revisione della normativa in corso. La giornata di lavoro ha preso avvio dall’esame della situazione attuale e dalla valutazione degli obiettivi di medio e lungo termine che come associazioni vogliamo garantire vengano raggiunti. Il confronto è stato utilissimo perché ha permesso di valutare il ruolo ricoperto dalle attività svolte a livello nazionale e di allineare le richieste reciproche in maniera tale da massimizzarne l’efficacia.

Ai lavori tecnici ha fatto seguito un interessante intervento della professoressa Camille Bellet, ricercatrice presso l’Università di Manchester, dedita allo studio delle relazioni tra uomo e animali allevati, con un’attenzione specifica alla sensorialità degli esseri umani e al suo impiego all’interno delle nuove tecnologie sviluppate al fine di valutare il benessere degli animali negli allevamenti. La proposta di un nuovo approccio che non si limiti ai sensori visivi ma che riacquisisca e valorizzi altre competenze sensoriali quali l’olfatto, il tatto e il gusto ha determinato uno scambio di vedute partecipato tra il pubblico presente, con l’auspicio reciproco di aumentare le occasioni di scambio tra discipline apparentemente lontane ma il cui approfondimento può risultare prezioso anche alla causa della tutela dei diritti animali.

Nell’attesa di poterci presto incontrare di nuovo di persona, i prossimi mesi vedranno come di consueto proseguire i nostri scambi grazie ai mezzi offerti dalla tecnologia, che purtroppo, anche in questo caso, ci rende orfani delle piacevoli esperienze correlate all’incontro personale, quando chi organizza offre cura e attenzione al gusto e al calore dell’incontro umano. Quella stessa cura che accompagna il lavoro di tutti coloro che si dedicano alla costruzione di un presente e un futuro migliore per tutti gli animali non umani.

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