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Esseri senzienti, non oggetti: inizia la nuova campagna per far progredire la tutela legale degli animali in Italia

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Animali, abbiamo diffuso il report “Verso un nuovo riconoscimento giuridico per gli animali in Italia e in Europa”.
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Nella Giornata Mondiale per i Diritti Animali, che si celebra il 10 dicembre, abbiamo deciso di lanciare “Esseri senzienti, non oggetti”, la nuova campagna di Animal Law Italia diretta a ottenere nuove leggi per rendere concreta la tutela degli animali prevista dal nuovo articolo 9 della Costituzione. Con questa iniziativa intendiamo spingere il Parlamento a far progredire i Codici civile e penale e la legislazione che tutela gli animali, affinché il quadro normativo sia adattato ai cambiamenti sociali e culturali in atto e consenta all’Italia di mettersi al passo con altri Paesi europei che hanno già riconosciuto nel proprio ordinamento nazionale lo status giuridico di esseri senzienti per gli animali.

Gli ordinamenti degli altri Paesi

L’Italia è ancora indietro rispetto a nove Paesi europei che hanno modificato il proprio Codice civile per far sì che gli animali non siano più considerati come semplici oggetti, come evidenziato nel report “Verso un nuovo riconoscimento giuridico per gli animali in Italia e in Europa”. Il documento, diffuso in oggi da ALI, analizza lo status giuridico degli animali negli ordinamenti nazionali di Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca Spagna e Svizzera. Anche se sono considerati a tutti gli effetti membri della famiglia, nel nostro Paese gli animali sono ancora inseriti nella categoria dei “beni mobili”, una situazione anacronistica che produce una serie di conseguenze negative sugli animali stessi e sulle persone che si prendono cura di loro. Alcuni giudici hanno cercato di fornire risposte a queste esigenze ma, ora che la tutela degli animali è inclusa tra i principi fondamentali della Costituzione, è più che mai necessario un intervento diretto del legislatore.

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Il punto di vista scientifico e bioetico

Scienza e bioetica, negli ultimi anni, hanno espresso la propria posizione verso il riconoscimento degli animali come esseri senzienti.

Nel 2012, nella Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza, un gruppo di autorevoli neuroscienziati affermarono che gli esseri umani non sono i soli ad avere basi neurologiche che generano coscienza. Tra gli animali non umani vi sono anche mammiferi, uccelli e altre creature, quali i polpi.
Quest’anno, in occasione del World Animal Day, è stata diffusa la Dichiarazione di Montréal, firmata da più di 450 esperti internazionali di filosofia e bioetica, in cui è proclamata l’ingiustizia fondamentale dello sfruttamento degli animali.

Ricercatori ed esperti nel campo della filosofia morale e politica hanno apertamente condannato le pratiche che comportano il trattamento degli animali come oggetti o merci.
Eppure sono ancora tali per il codice civile italiano.

Le richieste della campagna “Esseri senzienti, non oggetti”

Chiediamo l’attuazione dell’articolo 9 della Costituzione con l’integrazione nel Codice civile, affinché riconosca finalmente gli animali come esseri senzienti e parte della nostra famiglia e sia, quindi, prevista una specifica tutela per una serie di situazioni concrete nelle quali i cittadini si imbattono quotidianamente. Alcuni esempi sono il danno patrimoniale e non patrimoniale in caso di morte e ferimento degli animali o l’introduzione di un regime di affido dell’animale da affezione in caso di crisi di coppia, considerando sia gli interessi di coloro che hanno a cuore l’animale, sia gli interessi etologici dell’animale stesso.

Riteniamo che sia necessaria anche la modifica del Codice penale, per renderlo più adeguato all’attuale sensibilità sociale, elevando le pene per i reati contro gli animali e limitando le vie di fuga dei colpevoli.
Chiediamo al Parlamento la nomina di un Garante nazionale per i diritti animali che faccia da coordinatore per le competenze ripartite tra i vari Ministeri e che assicuri l’uniforme applicazione della legge in tutti livelli territoriali, e al Governo l’emanazione del decreto legislativo per disciplinare il graduale passaggio a un circo più moderno, senza animali.

Infine vogliamo che siano riconosciuti dalla legge i rifugi per animali da reddito, luoghi che sono attualmente assimilati agli allevamenti ma che meritano una specifica disciplina. Abbiamo avviato a settembre un progetto di ricerca volto a individuare le modalità di introduzione all’interno dell’ordinamento giuridico italiano di un riconoscimento esplicito di questi luoghi e di maggiori tutele per i loro ospiti e presenteremo i risultati della ricerca nei prossimi mesi.

Continueremo ad aggiornarvi sul percorso intrapreso, le novità e gli obiettivi raggiunti qui sul nostro sito.

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