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Cani a catena: in Trentino finalmente ci sarà il divieto con sanzione

Sale a dieci il numero di regioni e province aderenti alla campagna #liberidallecatene, promossa da ALI insieme a Green Impact e Fondazione CAVE CANEM.
Viesinsh/iStockphoto
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Il mese di dicembre è iniziato con un’ottima notizia riguardante le normative regionali e provinciali sui cani a catena: la Legge provinciale della Provincia autonoma di Trento del 28 marzo 2012 n° 4 in materia di “Protezione degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” è stata modificata con l’introduzione del divieto con sanzione di detenere cani alla catena. Il raggiungimento di questo traguardo è stato possibile anche grazie all’impegno di ALI – Animal Law Italia che, insieme a Green Impact e Fondazione CAVE CANEM, porta avanti la campagna #liberidallecatene, il cui obiettivo è ottenere il divieto di detenzione di cani a catena valido su tutto il territorio nazionale entro il 2025, tramite l’introduzione di leggi regionali o — qualora fosse possibile — una normativa nazionale.

La legge provinciale precedente

Nella Provincia autonoma di Trento, prima di questa decisione, non vi era alcun divieto esplicito. La Legge provinciale 28 marzo 2012, n. 4 all’articolo 3 prevedeva che:

«Il responsabile della detenzione di un cane deve evitare, se possibile, di tenerlo legato alla catena. In caso contrario la catena deve avere un’adeguata lunghezza e, se possibile, deve esserne assicurato lo scorrimento».

Una formulazione non imperativa, formulata in modo vago e priva di sanzioni, che di fatto consentiva di tenere i cani costantemente legati alla catena.

L’introduzione del divieto di cani a catena

La modifica alla normativa, approvata il 30 novembre 2022, entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2023 e prevede non solo il divieto ma anche sanzioni dai 400 agli 800 euro, che saranno raddoppiate nel caso in cui il comportamento dei trasgressori sia recidivo. Una nuova vittoria per la coalizione Freedom for dogs.
«Siamo entusiasti di questa modifica normativa e orgogliosi di aver contribuito a questo risultato grazie alla campagna #liberidallecatene — dichiarano l’avv. Alessandro Ricciuti, presidente di ALI, Gaia Angelini, presidente di Green Impact, e Federica Faiella, vicepresidente della Fondazione CAVE CANEM — continueremo a lavorare perché il divieto venga introdotto in tutte le Regioni d’Italia; siamo in attesa che finalmente si provveda all’adozione di pari misure anche in Piemonte».

I risultati della campagna #liberidacatene

Sale così a dieci il numero delle Regioni e Province Autonome che hanno adottato un divieto efficace contro la detenzione dei cani a catena: Lazio, Campania, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Abruzzo, Puglia, Lombardia, Veneto e ora la Provincia autonoma di Trento. Un traguardo a distanza di soli tre mesi dalla ottenuta adozione, in Toscana, dell’Ordinanza firmata dal presidente Eugenio Giani, con la quale è stata sospesa fino al 30 settembre 2022 la pratica di detenzione di cani a catena, a causa dell’emergenza incendi.

Dal lancio avvenuto a marzo 2020, la campagna #liberidallecatene si è rivelata uno strumento di civiltà e ha permesso di ottenere modifiche significative della normativa vigente: il divieto di detenzione dei cani alla catena nella Legge Regionale del Lazio e l’introduzione di una efficace sanzione per la violazione del divieto già vigente in Campania.

Continueremo a lavorare affinché in tutta Italia questa pratica, che lede la salute fisica e psicologica dei cani, possa essere vietata e preveda sanzioni esemplari.

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