Chiediamo una legge per disciplinare il lobbying

Si tratta di una necessità per avere decisioni pubbliche più aperte e trasparenti, anche attraverso un maggiore coinvolgimento delle ONG.

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Il 22 novembre scatta una foto, come noi 31 organizzazioni parte della coalizione #Lobbying4Change, e condividila sui social taggando il Ministero: @dipartimento funzione pubblica @renatobrunetta o i capigruppo della Commissione Affari Costituzionali @calabria @ceccanti @fornaro @prisco @biancofiore @iezzi @baldino


Il termine lobbying è associato a un fenomeno negativo, legato allo strapotere delle grandi aziende e multinazionali, che sono notoriamente capaci di influenzare le politiche pubbliche per il proprio tornaconto.

In realtà, il lobbying è soltanto uno strumento e come tale è neutro, potendo essere impiegato anche per finalità positive, come nel caso del lobbying definito civico, che nasce dalla mobilitazione di cittadini e organizzazioni, che possono così essere coinvolti nei processi decisionali, come spiega Alberto Alemanno, fondatore di The Good Lobby.

In quest’ottica, il lobbying civico rappresenta un’attività complementare e non antagonista alla democrazia rappresentativa, in quanto contribuisce a rendere protagonisti soggetti e organizzazioni che troppo spesso si sentono impotenti e sfiduciati, creando un legame nuovo tra società civile e istituzioni.

La nascita di lobby civiche porta anche il vantaggio di ridimensionare interessi sovra-esposti mediaticamente, offrendo al decisore un’immagine del Paese più aderente alla realtà.


La coalizione #Lobbying4Change

Animal Law Italia si è unita a gruppo sempre più numeroso di organizzazioni che difendono gli interessi dei consumatori, dell’ambiente e più in generale l’interesse pubblico ed il bene comune. Tutti questi attori sono accomunati dalla battaglia per decisioni pubbliche più trasparenti e inclusive, che non escludano questi interessi collettivi dal dibattito pubblico.

Le organizzazioni aderenti alla coalizione chiedono che il tema sia oggetto di un dibattito serio e rigoroso. Una legge è necessaria sia per rafforzare la capacità degli enti del Terzo settore di “fare lobbying” dinanzi al potere incontrastato delle grandi aziende ma anche per ridurre le asimmetrie informative e rendere più trasparente il lobbying esercitato dalle aziende.

Durante questa legislatura sono state presentate ben 8 proposte di legge sul lobbying. Crediamo che sia arrivato il momento che anche in Italia la materia sia disciplinata con una legge equilibrata, che consenta di controllare l’operato dei grandi portatori di interessi e consenta l’accesso in condizioni di parità anche alle organizzazioni della società civile. La posta in gioco è altissima: avere decisioni pubbliche più aperte e trasparenti.

Puoi sostenere la nostra richiesta firmando innanzitutto la petizione sul sito di The Good Lobby.

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