Pubblicata la nostra ricerca sulla macellazione rituale

Lanciata anche una petizione per chiedere l'obbligo di stordimento in queste macellazioni.

Diffondiamo oggi un ampio dossier multidisciplinare destinato a far conoscere la problematica poco nota della macellazione rituale senza stordimento. Si tratta del più ampio lavoro sul tema ad oggi disponibile in Italia.

La ricerca ha visto all’opera un gruppo di giuristi coordinato dall’avv. Alessandro Ricciuti e dalla dott.ssa Daria Vitale di Animal Law Italia, supportati dal contributo di alcuni docenti e ricercatori universitari in discipline giuridiche e veterinarie (Prof. Francesco ALICINO, Università LUM Giuseppe Degennaro; Prof. Giancarlo BOZZO, Università degli Studi di Bari; Prof. Francesco Emanuele CELENTANO, Università degli Studi di Bari; Prof. Nicola COLAIANNI, Università degli Studi di Bari; Dott.ssa Annalisa DI MAURO, Università degli Studi di Genova; Prof. Valerio POCAR, Università Bicocca). 

Questo lavoro ha permesso di valutare che i tempi sono maturi per trovare una soluzione che consenta un efficace contemperamento tra le esigenze in tema di tutela animale e il carattere multiculturale della società. In particolare, chiediamo che il legislatore italiano renda obbligatorio il ricorso allo stordimento preventivo reversibile nell’espletamento della pratica di macellazione rituale, quale efficace soluzione di compromesso tra la necessità di tutelare il benessere animale e la necessaria considerazione della libertà di religione nonché dell’interesse dei consumatori. Ciò non toglie che anche altre soluzioni tecniche potranno essere esplorate, non appena saranno state scientificamente validate.

Negli ultimi anni sono infatti emerse in Europa nuove soluzioni, come lo stordimento reversibile adottato in Belgio, che consentono di ridurre al minimo la sofferenza degli animali anche in occasione delle macellazioni rituali, garantendo al tempo stesso la libertà di religione, come valutato anche dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.

«Si impone una revisione dell’attuale quadro normativo italiano in materia, anche alla luce della crescente considerazione della società verso un migliore trattamento degli animali ad uso alimentare. – commenta l’avv. Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law Italia ETS – La recente modifica della Costituzione, con l’inserimento del richiamo alle leggi di protezione degli animali tra i principi fondamentali, apre la strada ad un’ampia riconsiderazione dell’attuale legislazione».

Il nostro lavoro ha anche ottenuto il plauso della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (FNOVI), organo apicale della professione veterinaria, che in una lettera inviata all’associazione così commenta: «FNOVI, insieme ai 34.000 medici veterinari iscritti agli Ordini professionali, da sempre impegnata con azioni concrete nella promozione del rispetto degli animali, si augura che la vostra iniziativa possa rappresentare un punto di svolta anche con l’apertura di un dialogo con le comunità religiose che porti alla condivisione di intenti e volontà – scrive il Presidente di FNOVI, il dott. Gaetano Penocchio – Ci deve guidare un unico obiettivo: la responsabilità che abbiamo di contribuire a migliorare le condizioni di vita degli animali consentendo loro una vita degna di essere vissuta e una buona morte».

La richiesta di modifica è supportata da una petizione popolare e da una lettera aperta sostenuta da accademici e veterinari. Animal Law Italia auspica l’apertura di un dialogo con le comunità religiose, al fine di individuare in tempi rapidi una soluzione condivisa.

Aiutaci a costruire il mondo in cui le esigenze, gli interessi e la dignità degli altri animali saranno presi in considerazione e tutelati dalla legge.

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