fbpx

Esseri senzienti, non oggetti

Aiutaci a far progredire la tutela legale degli animali

LA LEGGE NON È AL PASSO CON I TEMPI

Siamo nel XXI secolo. La nostra comprensione degli animali e le relazioni che abbiamo intrecciato con loro ci hanno traghettato verso una nuova consapevolezza del loro sentire. Sono esseri viventi, individui, che ancora oggi permettiamo siano sfruttati nei circhi e maltrattati negli allevamenti. Sono a tutti gli effetti membri delle nostre famiglie, ai quali vogliamo bene e con i quali condividiamo la nostra vita. Eppure dalla legge sono considerati “beni mobili”, assimilati a oggetti inanimati.

Da marzo di quest’anno, la Costituzione è stata modificata per introdurre tra i principi fondamentali la tutela degli animali. Stiamo parlando dell’articolo 9, la cui attuazione viene demandata alla legge. Innovare l’ordinamento giuridico affinché tenga il passo con i cambiamenti culturali e sociali, anche per quanto riguarda il rispetto che dobbiamo agli animali, non è solo una possibilità: è un vero e proprio dovere del Parlamento.

Gli animali sono riconosciuti come “esseri senzienti” dall’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

Alcuni Paesi hanno modificato il loro codice civile, stabilendo che gli animali non sono oggetti o indicando che sono esseri senzienti: sono Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Repubblica Ceca e Paesi Bassi.

Germania, Austria e Svizzera hanno rivisto sia la propria Costituzione che il Codice civile. L’Italia, insieme al Lussemburgo, invece hanno introdotto disposizioni di tutela in Costituzione, imponendo al legislatore di disciplinarne i modi e le forme. Nel nostro Codice civile gli animali sono considerati ancora oggetti.

COSA CHIEDIAMO CON URGENZA

Integrare il codice civile

La scienza, la bioetica, la normativa europea e quella regionale riconoscono gli animali come “esseri senzienti”, ma secondo il Codice civile italiano gli animali sono beni mobili, equiparabili ad oggetti inanimati. Per attuare pienamente l’articolo 9 della Costituzione è necessario modificare il Codice civile, affinché riconosca finalmente gli animali come esseri viventi e non semplici “beni mobili”.

Per dare risposte concrete ai cittadini che cercano giustizia è necessario intervenire sul danno patrimoniale e non patrimoniale, in caso di morte e al ferimento degli animali. Occorre introdurre un regime di affido dell’animale da affezione in caso di crisi di coppia, considerando sia gli interessi di coloro che hanno a cuore l’animale, sia gli interessi etologici dell’animale stesso. Vanno disciplinati i lasciti in favore di animali e previste delle norme per garantire una vita dignitosa a seguito della morte del precedente proprietario.

Il 10 dicembre pubblicheremo un report dettagliato sull’evoluzione della normativa civilistica a tutela degli animali in tutta Europa.

La situazione in Europa (clicca per allargare)

Modificare il codice penale

Le norme che prevedono i reati contro gli animali, inserite nel Codice penale nel 2004, si sono dimostrate inadeguate ad assicurare giustizia per le vittime non umane. Questi reati producono notevole allarme sociale e meritano un maggiore riconoscimento: è fondamentale inasprire le sanzioni e limitare le vie di fuga per gli autori di maltrattamenti, assicurando che gli animali siano riconosciuti come vittime e che i reati commessi non restino impuniti.

Nei prossimi mesi diffonderemo un documento di ricerca con un’analisi completa delle principali problematiche e l’esame di soluzioni adottate in altri paesi europei.

Istituire un Garante nazionale per i diritti animali

Le competenze sugli animali sono divise fra diversi Ministeri, regioni ed enti locali. Una figura unitaria di riferimento potrebbe favorire il necessario coordinamento dell’azione di governo e vigilare sull’applicazione completa e uniforme dei principi stabiliti dalla normativa nazionale ed europea su tutto il territorio nazionale.

Superare l'uso degli animali selvatici circhi

Per ben due volte (nel novembre 2017 e nel luglio 2022) il Parlamento ha delegato il Governo ad attuare il “graduale superamento” dell’utilizzo di animali nei circhi, in linea con la posizione espressa nel 2015 dalla Federazione dei Veterinari Europei.

Il Governo ha tempo fino ad aprile per emanare un decreto legislativo che renda concreta questa promessa. Vogliamo assicurarci che questo avvenga e che non vi siano ulteriori ritardi nell’attuare questo progresso di civiltà.

Nei prossimi mesi pubblicheremo un report dettagliato sulle posizioni della scienza e sulle soluzioni adottate nel resto del mondo.

Riconoscere i rifugi per animali salvati

I rifugi per animali sono luoghi in cui animali “da reddito”, salvati da allevamenti e macelli o condizioni di maltrattamento, hanno la possibilità di vivere lontani dalla sofferenza e dallo sfruttamento ed esprimere i comportamenti tipici della propria specie.

Attualmente la legge italiana assimila queste strutture agli allevamenti, negandone così funzioni e valori.
Noi abbiamo avviato, con il Rifugio Miletta, un progetto di ricerca diretto a verificare le possibilità di introduzione all’interno del nostro ordinamento giuridico di un riconoscimento esplicito di questi luoghi.

Il punto di vista della bioetica

La Dichiarazione di Montréal, diffusa a ottobre di quest’anno e firmata da più di 450 esperti internazionali di filosofia e bioetica, proclama l’ingiustizia fondamentale dello sfruttamento degli animali.

I ricercatori nel campo della filosofia morale e politica hanno apertamente condannato le pratiche che comportano il trattamento degli animali come oggetti o merci. Eppure sono ancora tali per il codice civile italiano.

Cosa afferma la scienza

Sono passati 10 anni dal 7 luglio 2012, data in cui fu siglata la Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza: un gruppo di autorevoli neuroscienziati affermarono che gli esseri umani non sono i soli ad avere basi neurologiche che generano coscienza. Tra gli animali non umani vi sono anche mammiferi, uccelli e altre creature, quali i polpi.

Non possiamo ignorare le prove scientifiche raccolte sino a oggi, testimonianza del fatto che gli animali hanno la capacità di sentire piacere, dolore o di esibire comportamenti intenzionali.

AGISCI ORA!

Firma e condividi la petizione rivolta a Governo e Parlamento.

Tutela degli animali: attuare con urgenza la modifica della Costituzione

39 firme

CONDIVIDI

CHI SIAMO

ALI – Animal Law Italia è un’associazione di giuristi e altri professionisti che si impegna per ottenere il progresso delle leggi a tutela degli animali. Abbiamo sviluppato e consolidato un metodo di lavoro articolato su quattro pilastri fondamentali (ricerca multidisciplinare, divulgazione, advocacy e lobbying civico) che caratterizza la nostra associazione come unicum nel panorama nazionale.

ATTUARE LA MODIFICA DELL'ART. 9 DELLA COSTITUZIONE

La scienza, la bioetica, la normativa europea e quella di diversi ordinamenti nazionali riconoscono da anni la speciale natura degli animali non umani come esseri senzienti. L’articolo 9 della nostra Costituzione delega al legislatore di individuare i modi e le forme di tutela degli animali. È urgente attuare questa disposizione, ripensando la normativa ad oggi non più adeguata, riconoscendo pienamente che gli animali sono esseri senzienti, non oggetti.

Chiediamo il completamento della riforma del codice civile, adeguando le norme in tema di risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, disciplinando l’affido dell’animale in caso di separazione e introducendo una specifica disciplina nell’ambito delle successioni. Chiediamo un’efficace revisione del codice penale, che riconosca gli animali come vittime, inasprendo le sanzioni e assicurandone l’effettiva applicazione, limitando la possibilità che gli autori dei maltrattamenti restino impuniti

Chiediamo l’istituzione di un garante nazionale dei diritti degli animali, in grado di favorire il coordinamento dell’azione di governo e di vigilare sull’applicazione della normativa nazionale ed europea a tutela degli animali.

Chiediamo che il Governo dia attuazione alla delega ricevuta dal Parlamento per garantire il graduale superamento dell’utilizzo nei circhi entro aprile 2022.

Chiediamo, infine, il riconoscimento dei rifugi per animali salvati, ad oggi erroneamente equiparati dalla legge agli allevamenti di animali utilizzati a scopo di produzione alimentare.