Premessa

Per legge, la macellazione deve essere generalmente preceduta dallo stordimento, che riduce al minimo la sofferenza dell’animale durante il dissanguamento. A questa regola fanno eccezione le macellazioni rituali, cioè quelle praticate secondo gli usi tradizionali di alcune comunità religiose, che in virtù di una specifica deroga non richiedono lo stordimento. Come conseguenza, in questo tipo di macellazioni l’animale soffre a lungo prima di morire.

Per questo motivo, alcuni Paesi hanno scelto di vietare la macellazione rituale, mentre altrove (ad es. nelle Fiande) sono state trovate delle soluzioni in grado di andare incontro alle esigenze delle comunità religiose, minimizzando comunque la sofferenza animale.

LA RICERCA MULTIDISCIPLINARE

Nella seconda metà del 2021 abbiamo iniziato a studiare questa delicata tematica, della quale nessuno si era ancora occupato in modo approfondito in Italia. Il 28 aprile 2022 abbiamo diffuso il nostro dossier di ricerca, redatto con il contributo di docenti universitari ed esperti in materia. In contemporanea, abbiamo rilasciato un documento di posizionamento e una lettera aperta rivolta al legislatore, insieme a una petizione.

Si tratta della più ampia ricerca multidisciplinare in Europa sul tema, che cerca di individuare un punto di equilibrio tra l’esigenza imprescindibile di tutelare il benessere animale e quella altrettanto importante di garantire la libertà religiosa.

Dossier di ricerca

Approfondisce la tematica sul piano del diritto e della scienza.

Position paper

Le nostre richieste di modifica legislativa, alla luce dei risultati delle ricerca.

Lettera aperta

Accademici e veterinari chiedono una riconsiderazione del quadro normativo.

LE NOSTRE CONCLUSIONI

Crediamo che i tempi siano maturi per un ripensamento di questa pratica, alla luce delle mutate esigenze della società in tema di rispetto del benessere animale. Per questo motivo, chiediamo al legislatore di rendere obbligatorio il ricorso allo stordimento reversibile nelle macellazioni rituali.

Lo stordimento andrebbe eseguito prima o contemporaneamente al momento del taglio, oppure immediatamente dopo, così da ridurre al minimo la sofferenza nella fase più dolorosa della procedura. Siamo anche aperti alla valutazione di altre soluzioni, quali lo stordimento farmacologico, che però al momento non sono ancora state validate scientificamente.

Crediamo nel dialogo come metodo insuperabile per la ricerca di soluzioni alle diverse problematiche che emergono all’interno della società. Abbiamo contattato le comunità religiose interessate nel corso della nostra ricerca e siamo disponibili a nuovi confronti, allo scopo di trovare una soluzione quanto più possibile condivisa al problema.

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Ripensare la macellazione rituale

La tutela del benessere animale ha visto in Europa una crescente considerazione: gli animali sono oggi riconosciuti come “esseri senzienti” sin dal Trattato di Lisbona (2017) e disposizioni simili sono state incluse nella gran parte degli ordinamenti nazionali.

I principi legislativi sulla protezione degli animali al momento della macellazione dispongono che le pratiche adottate siano volte alla minimizzazione della sofferenza animale, attraverso un adattamento costante alle innovazioni scientifiche e l’imprescindibile ricorso generalizzato allo stordimento preventivo.

La scienza ha dimostrato che il mancato ricorso alle tecniche di stordimento preventive alla macellazione è causa di gravi sofferenze per gli animali, ma tale pratica è tuttora ammessa al fine di consentire alle comunità religiose interessate di conformarsi ai precetti alimentari del proprio culto.

Ad oggi tuttavia esistono soluzioni tecniche in grado di rendere l’animale insensibile al dolore senza che ne venga compromesso lo stato di salute, la cui integrità risulta fondamentale per le comunità religiose.

Nel dicembre 2020 la Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sulla soluzione dello stordimento reversibile adottata in Belgio (Fiandre e Vallonia), ritenendola pienamente compatibile con il rispetto della libertà di religione.

Il ricorso obbligatorio allo stordimento preventivo reversibile si figura quale soluzione di mediazione, utile a  preservare la salubrità degli alimenti e in grado di garantire il permanere dello stato di salute per l’animale, nonché un ottimale dissanguamento. Trascorso il necessario lasso di tempo perché il soggetto stordito torni nel pieno della coscienza, il ricorso a detta tecnica non inficia in alcun modo l'integrità della sua salute psicofisica e neppure compromette l’efficacia del dissanguamento, limitandosi a costituire un mezzo temporaneo per renderlo insensibile. 

Noi firmatari chiediamo al legislatore italiano di intervenire individuando una soluzione di compromesso tra le esigenze delle comunità religiose interessate alla macellazione rituale e la necessaria considerazione dell’interesse ad una migliore tutela del benessere animale, attraverso l’introduzione di una previsione legislativa che renda obbligatorio il ricorso allo stordimento previo e reversibile (o in alternativa a una tecnica equipollente quale lo stordimento contemporaneo o successivo alla iugulazione), in grado di assicurare una maggiore tutela del benessere animale anche nelle macellazioni rituali.

Conseguentemente, chiediamo di emendare gli atti normativi e regolamentari in materia.

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Un primo successo

Attualmente non vi sono nemmeno dati ufficiali sul numero di macellazioni rituali!

Dopo che abbiamo sollevato la questione, il Ministero della Salute ha emanato una nota con la quale ha richiesto alle Regioni di comunicare i dati mancanti, che saranno quindi disponibili nei prossimi mesi. Si tratta di un primo importante passo verso una maggiore trasparenza, che può favorire un maggiore dibattito pubblico sul tema, che al momento risulta assente dal panorama culturale e politico.

Precisiamo che da parte nostra siamo contrari ad ogni forma di sfruttamento animale; tuttavia, nell’attesa che si realizzi la nostra società ideale, riteniamo un imperativo morale agire nell’ottica di ridurre la sofferenza che interessa quotidianamente un numero enorme di animali, nonché per ridurre il numero di animali che ne sono vittime.

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