La disciplina normativa
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Il Regolamento europeo

La disciplina europea relativa alla pratica della macellazione a fini alimentari è disposta dal Regolamento (CE) n. 1099/2009, che detta le disposizioni inerenti l’organizzazione operativa delle fasi procedimentali, la configurazione, costruzione e attrezzatura dei macelli, le procedure di controllo, nonché le violazioni e le sanzioni applicabili agli operatori coinvolti nel settore. 

Il Regolamento ha come suo scopo principale quello di definire un contemperamento tra l’interesse all’abbattimento e la minimizzazione della sofferenza animale, con l’obiettivo di risparmiare agli animali dolori, ansia e sofferenza evitabili.

Le pratiche di macellazione differentemente disciplinate dal Regolamento sono essenzialmente due: 

  • la macellazione generalmente praticata con ricorso obbligatorio allo stordimento previo; 
  • la macellazione secondo gli usi tradizionali delle comunità religiose per cui la macellazione animale richiede di essere espletata secondo particolari dettami che costituiscono un’espressione di culto, il quale dispone il rispetto di procedure operative particolari.

Nell’ambito del territorio europeo, al fine di assicurare il miglior contemperamento della tutela del benessere animale e dell’interesse dei consumatori al consumo di carne, in ottemperanza alle evidenze scientifiche e alla mutata sensibilità sociale, che richiede una sempre maggiore attenzione alla tutela del benessere animale, il legislatore ha affidato agli operatori il compito di adottare i provvedimenti necessari affinché gli animali:

  • ricevano conforto fisico e protezione, in particolare tenendoli puliti e in condizioni termiche adeguate ed evitando loro cadute o scivolamenti;
  • siano protetti da ferite;
  • siano maneggiati e custoditi tenendo conto del loro compor­tamento normale;
  • non mostrino segni di dolore o paura evitabili o comporta­menti anomali;
  • non soffrano per la mancanza prolungata di cibo o acqua;
  • non siano costretti all’interazione evitabile con altri animali che potrebbe avere effetti dannosi per il loro benessere.

In aggiunta a ciò, il legislatore ha disposto quale mezzo principale di minimizzazione della sofferenza animale il ricorso obbligatorio a immobilizzazione e previo stordimento, la cui disciplina di applicazione viene dettagliatamente specificata. In particolare, si prevedono procedure di controllo sulla sua efficacia, ricorso a soluzioni di emergenza in caso di prolungata coscienza dell’animale, specifiche tecniche relative all’utilizzo di determinati metodi di stordimento, possesso di certificati di idoneità per l’espletamento della fase di immobilizzazione e stordimento, adeguamento alle innovazioni scientifiche, manutenzione e controllo dei dispositivi.


Lo stordimento

I principali metodi di stordimento adottati nella pratica di abbattimento sono lo stordimento meccanico, quello elettrico e quello gassoso, variabili a seconda della specie interessata. Lo stordimento meccanico viene operato tramite l’utilizzo di pistole a proiettile captivo penetrante o non penetrante che danneggiano in maniera irreversibile il cervello dell’animale. Alternativamente si prevedono la dislocazione cervicale, colpi percussivi nella zona cranica e macellazione. Lo stordimento gassoso si pratica tramite l’utilizzo di gas quali il monossido o il biossido di carbonio, eventualmente associati ad altri gas, dei quali è richiesta una concentrazione minima precedente all’esposizione dell’animale al gas. Lo stordimento elettrico può variare in base alla specie interessata tra applicazione di elettrodi alla sola zona cranica, pervasione della corrente in zona cranica e corpo dell’animale, e bagni elettrici post sospensione per quanto concerne i volatili.

La differenza principale che distingue i vari metodi di stordimento adottati è la reversibilità o irreversibilità degli stessi, vale a dire la possibilità per l’animale di riprendere pienamente coscienza, trascorso un certo lasso di tempo dall’adozione dello stordimento.

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