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    Piccolo decalogo di comportamento nei boschi


    Spesso quando le persone si recano nei boschi, cercano di evadere dalla quotidiana frenesia delle loro vite, per stare a contatto con la natura.

    Ma davvero tutti vogliono la tanto millantata e ricercata natura?

    Non sempre ci si rende conto che, quando ci si reca in un bosco, si troveranno anche i rispettivi abitanti, che bisogna rispettare.

    Quante volte delle animalità sono state rinchiuse, uccise o perseguitate perché ritenute problematiche e pericolose?

    Pensiamo agli orsi che sono attualmente prigionieri nel Casteller in Trentino, rinchiusi in gabbie dalle quali è concesso uscire solo un’ora al giorno, per che cosa poi?

    L’essere umano tende a catalogare come “problematici” tutti quei comportamenti che non riesce a controllare.

    Il desiderio di dominio, l’antropocentrismo e lo specismo ci appartengono dall’epoca rinascimentale, quando l’uomo si è posto al centro dell’universo, distaccandosi totalmente dagli altri animali. Pertanto il sentirci superiori alle altre specie ha portato alla loro sottomissione e ad una repressione della loro libertà.

    Quali sono gli animali considerati (erroneamente) pericolosi?



    IL LUPO (Canis lupus)

    Il lupo è tra i selvatici più temuti dall’uomo, a causa principalmente di una cattiva informazione e della poca conoscenza di questo animale. Pertanto molte persone sono intimorite dal fatto di poterlo incontrare quando vanno in montagna. In Italia il lupo si può trovare sugli Appennini e sulle Alpi in zone montane densamente boscate, che sono ricche di prede e di scarsa presenza antropica. Il lupo evita il contatto con l’uomo poiché lo teme a causa delle persecuzioni ed uccisioni passate e purtroppo ancora attuali nonostante sia una specie protetta, pertanto è molto difficile che avvenga un attacco da parte loro. Se si incontra un lupo ci sono diversi tipi di comportamento che si possono attuare, in base alla soggettività di ognuno di noi. Per esempio se si è amanti di questo animale, si potrebbe anche rimanere a distanza ad osservarlo, senza avvicinarlo con cibo o altri metodi, come per tutti gli altri selvatici. Se invece si ha paura del lupo occorre semplicemente allontanarsi. Se si evita di infastidirlo, non si corre alcun pericolo.



    L’ORSO (Ursus arctos)

    In Italia abbiamo l’orso bruno che occupa 3 aree, una sull’Appenino centrale, la sottospecie endemica marsicana, e due sulle Alpi, la prima nel Trentino occidentale e la seconda nell’Area di confine fra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Austria. Solitamente il comportamento dell’orso è quello di compiere ampi spostamenti alla ricerca di cibo, di un luogo in cui dormire e passare il letargo. Solitamente predilige habitat boschivi tra i 300 ed i 1500 metri di altitudine. Il fatto di effettuare questi ampi spostamenti rende più facile l’incontro con l’uomo, soprattutto nel periodo che precede il letargo invernale, poiché l’orso è alla ricerca di cibo. In realtà l’orso bruno non è aggressivo, al contrario cerca di evitare gli incontri con gli umani e quando capitano cerca nella maggior parte dei casi di fuggire. Gli episodi di aggressività possono capitare esclusivamente in situazioni estreme nelle quali l’animale si trova di fronte ad un evidente pericolo. Questi fatti, che corrispondono alla realtà, non vengono però valutati dall’uomo, perché è a priori infastidito dal fatto che un altro animale possa vivere, esplorare e manifestare comportamenti spontanei che sfuggono al suo controllo. Basterebbe invece attuare dei piccoli accorgimenti. Come per il lupo, se l’orso è distante e non si ha paura ci si può fermare ad osservarlo nella bellezza del suo comportamento spontaneo. Al contrario è meglio andare via, in modo da non forzare la situazione ed evitare di disturbarlo. Se avete un incontro ravvicinato invece potete lentamente girarvi e andare nella direzione opposta, senza correre o urlare, per non spaventarlo o infastidirlo, in modo che lui capisca che non siete una minaccia e che ve ne state andando.



    CINGHIALE (Sus scrofa)

    I cinghiali sono animali sociali che vivono in gruppi stabili composti da femmine adulte (sorelle o cugine) e i propri piccoli. Sono animali che hanno abitudini crepuscolari e notturne, prediligendo i boschi maturi dove possono grufolare, dunque evitano le aree desertiche, rocciose e quelle a forte precipitazione nevosa. In Italia la specie è distribuita, seppure con areale discontinuo, dalla Valle d’Aosta fino alla Calabria, oltre che in Sardegna, in Sicilia, nell’isola d’Elba e in altre piccole isole, dove però è stato introdotto dall’uomo. Pertanto incontrare questo soggetto quando ci si avventura nei boschi è un’ipotesi tutt’altro che remota, ma, come tutti i selvatici, quando incontra l’uomo, si allontana. In ogni caso, se non si ha piacere di aver un incontro ravvicinato, si possono evitare boschi di quercia o faggete al crepuscolo, ricchi di ghiande, di cui i cinghiali si nutrono. E’ anche semplice riconoscere se c’è un passaggio di cinghiale: basta osservare se sono presenti le grufolate di cinghiale nel terreno, che lasciano scavando con il grugno. In ogni caso se si incontra un cinghiale da vicino è bene non allarmarsi, perché non sono intenzionati ad attaccare l’uomo ed è dunque consigliabile mantenere la calma e allontanarsi in modo cauto.


    Conclusioni

    In conclusione, quando ci si trova in un bosco, bisogna mettere in conto che potremmo incontrare altre soggettività, che sono degne di vivere la propria vita. È l’essere umano che dovrebbe abbattere i muri dell’antropocentrismo, capendo che non sono gli altri animali, non umani, che devono adattarsi a lui e quindi assumendo un’ottica di coesistenza. Stiamo togliendo agli animali il loro essere tali e lo stiamo togliendo anche a noi stessi, che troppo spesso ci dimentichiamo di far parte del mondo animale, non riuscendo più a tollerare e a convivere con altre singolarità.

    Roberta Michelle Perla
    Etologa, attivista presso la LAV, facilitatrice nel rapporto umano-animale, ha collaborato con L’ASL di Pinerolo (TO) per il controllo del benessere animale negli allevamenti intensivi.