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    Festival di Bioetica 2021

    Come responsabile ricerca, Annalisa Di Mauro ha rappresentato ALI ad un tavolo ricco di spunti e di interessanti riflessioni.

    Da cinque anni, ogni agosto, l’Istituto Italiano di Bioetica, fondato a Genova nel 1993 dalla professoressa Luisella Battaglia, organizza a Santa Margherita Ligure il Festival di Bioetica. L’edizione del 2021, svoltasi il 22 e 23 agosto, è stata dedicata “La giustizia: uomo, ambiente, animali”, per porre l’attenzione su quanto, anche a causa dell’attuale emergenza pandemica, sia necessario giungere a soluzioni globali, che tengano conto delle interconnessioni che rendono la salute dell’uno strettamente dipendente da quella degli altri, siano essi umani, animali o altri elementi della natura.

    Nella sezione “Animali in viaggio verso la giustizia” ci si è interrogati sulla reale posizione degli animali in questo cammino, in particolare facendo riferimento alla fatica che sembra richiedere il riconoscimento della loro soggettività, alla necessità che vengano tutelati a livello costituzionale, all’urgenza di dedicare sempre maggiori risorse e impegno nello sviluppo di metodi alternativi nella sperimentazione. Nonostante la maggiore sensibilità nei confronti degli animali, sembra ancora difficile affiancare alla strada dell’emotività, del riconoscimento dell’umano nell’animale, la strada della giustizia, da percorrere con equilibrio, per non rischiare di cadere nella trappola dell’antropomorfizzazione dell’animale e non lasciare alcuna specie indietro.

    Per gli animali, la giustizia passa attraverso il riconoscimento della soggettività e la valorizzazione dell’alterità, dunque imprescindibilmente dall’attenzione ad un ben-essere che vada ampiamente al di là delle cinque libertà fondamentali (dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione; da un ambiente non confortevole; dal dolore, dalle ferite, dalle malattie; dall’impossibilità di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali specie-specifiche; dalla paura e dal disagio) per consentire all’animale di avere un’esperienza di vita soddisfacente, piena, che gli permetta di interagire positivamente con l’ambiente e di mettere in pratica le proprie competenze e svilupparne delle nuove. Una vita che sia, quindi, degna di essere vissuta.

    L’intervista rilasciata a Tiziana Bartolini, direttrice di Noi Donne.

    Prendendo parte all’evento in quanto assegnista di ricerca presso l’Università di Genova e membro dell’Istituto Italiano di Bioetica, coordinando i lavori dei tavoli “Le strade dei Diritti/ Percorsi di Giustizia: Le associazioni si raccontano”, ho avuto l’onore di rappresentare Animal Law Italia come responsabile per la ricerca, ad un tavolo ricco di spunti e di interessanti riflessioni. Le finalità, le attività, le campagne di Animal Law Italia, infatti, si pongono perfettamente in linea con il tema della giustizia, in quanto l’Associazione ambisce ad ottenere leggi eque per gli animali, alla luce dell’avanzamento delle conoscenze scientifiche e dell’evoluzione del rapporto animale/società, vigilando intanto sulla corretta applicazione delle leggi già esistenti.

    La strada per la giustizia è decisamente lunga e tortuosa, tuttavia appare evidente come il mondo accademico e della ricerca in generale, le associazioni, le istituzioni non possano che riconoscere l’urgenza di mettere in rete risorse, conoscenze e competenze per creare sempre più frequenti opportunità di confronto, di informazione, di formazione e di scambio: il Festival di Bioetica si pone come una di queste fruttuose occasioni, con il suo spazio dedicato ogni anno agli animali.

    Il tema del prossimo anno, dopo la Salute (2017), la Felicità (2018), il Futuro (2019), la Cura (2020) e la Giustizia (2021), come annunciato dalla prof.ssa Battaglia, sarà “La responsabilità”: ci sarà da rimboccarsi le maniche.

    Annalisa Di Mauro
    Consulente etico-filosofico, perfezionato in Bioetica, con specifica expertise in Veterinary Ethics e Animal Welfare Ethics. Docente di Bioetica Animale, svolge attività di formazione e consulenza.