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Leila Melhado/iStockphoto

Il progetto ClearFarm: la zootecnia per il benessere animale

Il progetto europeo ClearFarm mira all’utilizzo di sensori e tecnologie per ottenere informazioni sul benessere degli animali.
Silvia Zanini

Silvia Zanini

Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Padova con una tesi sulla tutela dell'ambiente, ha conseguito un Master in diritto ambientale presso l'Università La Sapienza di Roma e un Master in progettazione europea presso l'International University of Venice. Abilitata all'esercizio della professione forense, ha svolto un dottorato presso l'Università Ca' Foscari di Venezia con un progetto di ricerca sulla tutela degli ecosistemi e la gestione della fauna selvatica. Attualmente ricercatrice post doc presso l'Università Autonoma di Barcellona, si occupa di diritto e benessere animale, è cultrice della materia in diritto amministrativo presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e collabora come docente con Master in Italia e Spagna.

Il benessere degli animali destinati alla produzione di alimenti dipende in gran parte da come essi vengono gestiti dall’uomo (tipo di stabulazione e zone di riposo, spazio a disposizione e densità dei capi, condizioni di trasporto, alimentazione, ecc.).

Tradizionalmente, è sempre stata posta l’attenzione su indicatori di benessere cosiddetti “resource-based”, che poggiano cioè sulla valutazione delle strutture e dell’ambiente di allevamento, ma negli anni ci si è progressivamente orientati verso indicatori di tipo “animal-based”, basati cioè sull’osservazione diretta degli animali, in ossequio ad una concezione di benessere animale ormai estremamente multifattoriale, che comprende tanto lo stato fisico dell’animale quanto quello mentale.

Questa evoluzione, anche scientifica, ha portato al passaggio da una valutazione di parametri minimi essenziali (come cibo e acqua adeguati, spazio sufficiente e temperature appropriate) all’utilizzo di metodi di analisi più oggettivi e scientifici, in grado di misurare parametri comportamentali, fisiologici, patologici e produttivi degli animali.

In tal senso, si parla oggi di zootecnia di precisione (Precision Livestock Farming, PLF), intesa come la gestione di allevamenti con il supporto di tecnologie avanzate (di sensori e localizzazione, navigazione satellitare e Internet of Things) in grado di fornire indicazioni estremamente precise sullo stato fisiologico o di salute dei singoli animali, con il fine di controllare e massimizzare i processi produttivi in termini di quantità e qualità, garantendo, al contempo, un risparmio di risorse (acqua, energia, fertilizzanti, ecc.), il contenimento i costi e una riduzione dell’impatto ambientale.

Come è facile intuire, tali tecnologie, per quanto finalizzate alla ottimizzazione della produzione, offrono un potenziale significativo in termini di supporto alla gestione del benessere animale in azienda.

Proprio in questa prospettiva si sviluppa il progetto europeo ClearFarm che, basandosi sui principi di benessere animale del noto protocollo Welfare Quality (2009), mira all’utilizzo di sensori e tecnologie per ottenere informazioni sul benessere degli animali negli allevamenti suini e lattiero-caseari.

Nello specifico, questo progetto, che dovrebbe concludersi a inizio 2024, sta realizzando una piattaforma nella quale poter fare confluire tutti i dati provenienti da determinati indicatori appositamente selezionati (collari, microfoni e telecamere) ed installati in determinate aziende agricole di Spagna, Finlandia, Italia, Danimarca e Paesi Bassi.

L’integrazione e la rielaborazione, tramite un apposito algoritmo, di questi dati — che non possono essere alterati/falsati dal produttore perché registrati in blockchain — permetterà il monitoraggio in tempo reale del benessere degli animali allevati nell’azienda di riferimento, offrendo un eccezionale strumento di tracciabilità del benessere di ciascun capo lungo tutta la filiera produttiva, producendo un doppio beneficio: 

– quanto agli allevatori, questi potranno ottenere informazioni aggiornate sullo stato degli animali, con particolare attenzione alla segnalazione di potenziali criticità, consentendo loro di intervenire in tempo per risolverle adottando le misure correttive necessarie e di monitorare poi il recupero dell’animale, nonché di adattare i trattamenti alle esigenze di ciascun capo;

– quanto ai consumatori, questi potranno accedere alle informazioni concernenti il benessere dell’animale da cui proviene il prodotto che si stanno apprestando a comprare attraverso un indicatore chiave presente in etichetta, effettuando così una scelta e un acquisto più consapevoli. 

Si sottolinea il fatto che il progetto si inserisce in una panoramica europea caratterizzata da un impianto normativo in materia di benessere degli animali da allevamento e di etichettatura degli alimenti non ancora soddisfacente: un’analisi generale della normativa sul punto realizzata in seno al progetto al fine di identificare quali criteri ed elementi sono effettivamente presi in considerazione e richiesti sul tema, ha rilevato infatti diverse criticità e lacune.

Va specificato, però, che proprio in questi mesi l’Unione Europea, in vista di una revisione prevista per l’estate 2023, sta procedendo ad un profondo riesame di tutta la sua legislazione sul benessere animale, proprio al fine di modernizzarla, tenendo conto delle più recenti scoperte scientifiche sul punto.

Tale evidenza, che testimonia senz’altro una netta e favorevole posizione dell’UE sulla questione, unita alla velocità dello sviluppo tecnologico, non può che indurre a riflettere sul ruolo sempre più significativo che gli strumenti di PLF svolgeranno, in un futuro più o meno prossimo, rispetto alla capacità di monitorare e tutelare il benessere degli animali lungo la catena produttiva, dall’allevamento alla macellazione.

Basti pensare all’impatto che potrebbe avere la progettazione (tra l’altro, facilmente ipotizzabile) di tecnologie PLF specificatamente disegnate per la valutazione di determinati aspetti del benessere animale, che identifichino modelli di comportamento e creino allerte al verificarsi di deviazioni significative.

È in tale prospettiva che è quindi necessario leggere la grande opportunità che la zootecnia di precisione può offrire in termini di sostegno al benessere degli animali e di valorizzazione della loro natura di esseri senzienti: portare la tecnologia al servizio degli animali, non solo in maniera indiretta, come accade ora, ma in modo sempre più preciso e dedicato.

Il progetto ClearFarm è stato finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea con l’accordo di sovvenzione n. 862919.

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