“Primo: non maltrattare” di Giulia Guazzaloca

Ho un chiodo fisso che mi porta a ritenere che all’interesse e preoccupazione verso gli animali, sicuramente cresciuta e divenuta qualcosa di “quasi importante” (citando un passaggio del libro si può dire che abbia superato la fase del ridicolo e si trovi ora tra la fase della discussione e quella dell’accoglimento) non corrisponda sempre una conoscenza (storica, naturalistica, etologica, giuridica, filosofica) appropriata.

Siamo tutti convinti che il delfino sia un animale intelligentissimo e la gallina meno (lo cantavano Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni). Ma forse non è proprio così e lo spiega molto bene Giorgio Vallortigara (Piccoli equivoci tra noi animali).

Ebbene, proprio per questo mio pregiudizio trovo molto interessante il libro scritto da Giulia Guazzaloca, docente di storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali presso l’Università di Bologna. Scritto in maniera chiara e fluida, con infiniti rimandi e richiami di straordinario interesse soprattutto per chi avesse voglia di conoscere il passato per meglio comprendere il presente e intuire come potrebbe essere il futuro (che ancora non è).

Un viaggio — quello che compie Giulia Guazzaloca con questo suo libro — che parte da molto lontano, da quando tutto ebbe inizio per poi scorrere gli anni e i periodi storici che si sono succeduti e illustrarci l’evoluzione e trasformazione dell’animalismo (parola che non amo), della questione animale, del protezionismo, del passaggio dall’animal welfare all’animal rights.

Ho letto le pagine di questo libro con gli occhi di chi si occupa di diritto e ho trovato spunti meravigliosi. Ne cito solo uno tra i tanti. Le parole di Ernesto Eula, primo presidente della Corte di Cassazione che nel 1961 (già) ricordava come «gli uomini dovessero avere doveri verso gli animali che, anche se esclusi dalla soggettività giuridica, non potevano essere considerati come cose».

Sono pagine colme di storia, che rievocano fatti, personaggi e tutte le più importanti associazioni che nel bene o nel male – quali protagoniste del loro tempo – hanno contributo alla storia ed allo sviluppo della protezione degli animali in Italia attraversando due conflitti mondiali.

Il viaggio giunge ai giorni nostri, fino a quello che viene definito processo di umanizzazione e parentizzazione dei pet. Tema sul quale ci sarebbe molto da dire e scrivere. Come in parte è stato fatto già in questo libro.

Insomma, un ottimo lavoro che merita, a mio modestissimo parere, di fare parte della personale biblioteca di chi ha a cuore gli animali, nessuno escluso.

Filippo Portoghese
Filippo Portoghese
Avvocato in Milano.

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