Theory of Animal Law Conference 2022

Un’occasione preziosa di dibattito e approfondimento, per unire le forze verso l’avanzamento della tutela legale degli animali in Europa e nel mondo.
-lvinst-/iStock
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Helsinki, 18 e 19 giugno 2022: Theory of Animal Law Conference, animals under a welfarist regime. Un’occasione di confronto, di crescita e di approfondimento, durante la quale Animal Law Italia è stata invitata a presentare due relazioni all’interno del panel “Regional Approaches”. La prima, a cura della Dott.ssa Annalisa Di Mauro, responsabile della ricerca, focalizzata sull’approfondimento del tema dell’eutanasia. La seconda relazione, a cura della Dott.ssa Daria Vitale, responsabile del settore animali allevati, dedicata alla presentazione della ricerca condotta sulla macellazione rituale senza stordimento. La conferenza è stata organizzata dal progetto Aniwere, sotto la direzione del Professor Visa Kurki, e ha visto la partecipazione di nomi importantissimi del mondo accademico internazionale.

Le due giornate di conferenza si sono aperte giovedì pomeriggio, con un evento dedicato al tema dell’emergenza climatica e di quelle categorie di soggetti deboli come minori e popolazioni indigene, meno equipaggiate per affrontare le sfide che il cambiamento climatico ci mette di fronte. L’evento è stato occasione per la presentazione del libro Climate change and the voiceless: protecting future generations, wildlife and natural resources, cui hanno fatto seguito interventi volti a una considerazione complessiva delle tematiche discusse.

Il vivo della conferenza si è svolto all’Università di Helsinki, in un ambiente multiculturale ed estremamente attento alla sostenibilità. Il pranzo era servito nella mensa universitaria, completamente vegano e con un occhio di riguardo agli sprechi alimentari.  

Il via i lavori è stato dato da un intervento della Professoressa Saskia Stucki, la quale ha proposto un’interessante analogia tra il diritto umanitario internazionale, lo stato di guerra, e le leggi a tutela del benessere animale, come strumento che, in maniera similare al diritto umanitario internazionale, si pone l’obiettivo di regolare uno stato di violento sfruttamento degli animali all’interno dei moderni modelli di produzione agroalimentare.

Il mondo accademico internazionale è una realtà di approfondimento preziosa per tutti quei temi connessi all’avanzamento della tutela giuridica degli animali non umani. Sono moltissimi i ricercatori che in tutta Europa approfondiscono tematiche di maggiore o minore dettaglio per comprendere quali siano gli strumenti giuridici che sono ad oggi disponibili.

Il primo panel al quale abbiamo preso parte si è concentrato sul concetto di dignità, e sul ruolo da questo ricoperto all’interno del dibattito internazionale relativo a riconoscimento di diritti in capo agli animali non umani. Se la discussione è stata tradizionalmente caratterizzata dalla dicotomia tra gli animali considerati come cose, oggetto di diritti, o come persone, titolari di diritti, nel panorama internazionale si è affermato recentemente un nuovo approccio volto a valutare la possibilità di elidere il rapporto di interdipendenza tra il riconoscimento della personalità giuridica e la titolarità dei diritti agli animali. È sullo sfondo di questa premessa che è stato discusso il tema centrale della dignità, anche identificando sulla base di quali elementi si possa vedere emergere e consolidare una protezione transnazionale dei diritti animali. Da un’analisi della giurisprudenza intervenuta in diversi ordinamenti nazionali si è infatti analizzata la possibilità che questa possa provvedere a incentivare l’adozione di accordi internazionali che riconoscano e proteggano i diritti fondamentali e la personalità giuridica degli animali.

Il secondo panel “critical change” hai indagato la necessità di individuare nuovi approcci che permettano di superare la classica dicotomia tra quello welfarista e quello volto a riconoscimento dei diritti in capo agli animali non umani. Un primo intervento ha valutato l’efficacia dello strumento di intervento legislativo in comparazione a quello della strategic litigation, focalizzandosi sul concetto di animali come esseri senzienti quale premessa essenziale per il riconoscimento di alcuni diritti connessi agli interessi di cui gli animali non umani sono portatori. Nell’ambito dell’analisi critica allo stato attuale di tutela degli interessi animali da parte dei sistemi giuridici mondiali una proposta alternativa è stata avanzata in relazione alla possibilità di riconoscere il ruolo di lavoratori svolto dagli animali nei sistemi di produzione agroalimentare, con l’obiettivo di vederne riconosciuti diritti come quello alla remunerazione e al soddisfacimento di condizioni sicure di lavoro, ma anche un diritto al riposo e al piacere.

La giornata di lavori è proseguita a pranzo, un’occasione conviviale all’interno della quale confrontarsi sulle tematiche discusse durante la mattinata per poi dare avvio agli incontri del pomeriggio.

Il panel “Environmental perspectives” è stato aperto da una discussione relativa all’impatto delle attività umane come cattura, caccia, detenzione in cattività, inquinamento e perdita di biodiversità sul benessere degli animali selvatici. Un’analisi critica è stata offerta in relazione al riconoscimento agli animali selvatici di interessi e diritti ai quali si facciano corrispondere specifiche misure di protezione a loro indirizzate, ad oggi prevista nel panorama del diritto internazionale al solo fine di tutelare l’interesse degli esseri umani alla conservazione della biodiversità.

Infine il panel titolato “Persons and Things” ha operato una profonda analisi dello status giuridico riconosciuto agli animali non umani, attraverso un’analisi comparata delle scelte operate all’interno di diversi ordinamenti nazionali. Una proposta interessante ha visto riformulare il concetto di proprietà, per un approccio informato al diritto di famiglia e al rapporto parentale tra genitori e minori. La domanda principale da cui è partita questa discussione è la seguente “se lo status giuridico degli animali fosse parificato a quello dei minori, il cambio di prospettiva potrebbe da solo comportare un differente trattamento degli animali non umani? Sono molti gli ordinamenti che nel mondo si sono occupati di inserire all’interno del proprio codice civile uno specifico riferimento alla necessità di considerare le specifiche caratteristiche degli animali non umani nel conferire loro una categoria giuridica differente dalle cose.

Si è conclusa così la prima giornata di conferenza, con un vivace intervento di Gary Francione, indirizzato a riaffermare la necessità di abolire il regime di proprietà al quale sono associati gli animali, al fine ultimo di poterli riconoscere come titolari di diritti. Un approccio che non lascia spazio alle politiche welfariste, nessuna delle quali si renderebbe compatibile con il concreto riconoscimento di diritti in capo agli animali non umani. Ha fatto seguito un incontro con la direttrice del dipartimento di giurisprudenza, che si è detta felice del progetto inaugurato presso l’Università, con l’auspicio che la discussione su questi temi cresca e avanzi in maniera consistente.

La prima giornata si è conclusa con una splendida cena organizzata nella sala principale del mercato coperto locale, ulteriore occasione di condivisione di idee, confronto e sperimentazione, il tutto reso ancora più piacevole da una splendida cena completamente a base vegetale.

A presto con il racconto della seconda giornata di conferenza e con un approfondimento sulle principali tematiche discusse alla Theory of Animal Law Conference.

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