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Mucche da latte: chiediamo che siano maggiormente tutelate dalla legislazione europea

Questi animali attraversano troppo spesso un’esistenza di mancanze e sofferenze. Chiediamo alla Commissione europea di non lasciarli indietro.
Mucca
Wolfgang Ehrecke/Pixabay
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Frisona, Bruna, Pezzata rossa italiana. Queste sono le razze maggiormente allevate in Italia per il loro latte. Secondo i dati di Assalzoo, le mucche da latte (più correttamente dette vacche o bovine da latte) presenti nel nostro Paese nel 2020 erano 1.638.382. Quasi 2 milioni di animali che, nei sistemi intensivi, attraversano troppo spesso un’esistenza di mancanze e sofferenze. Con la campagna No Animal Left Behind, chiediamo per loro, e per tutte le bovine da latte europee, leggi che le proteggano dal dolore e che garantiscano loro una vita degna di essere vissuta.

Le mucche da latte in Europa

Secondo quanto pubblicato nel report No Animal Left Behind 2021, stilato da Eurogroup for Animals, nel 2020 le mucche da latte nell’Unione europea erano 20,5 milioni. La maggior parte degli allevamenti lattiero-caseari d’Europa sono di grandi dimensioni, proporzionali alla quantità di latte prodotto: nel 2019 la produzione media è stata di 7.346 kg per mucca anche se, in paesi come la Danimarca, sono stati raggiunti i 9.973 kg.

Dai dati disponibili nel Sistema Informativo Veterinario italiano, risulta che su 2.009.834 bovini allevati per la produzione di latte, 508.146 siano in sistemi intensivi o stabulati e di 1.403.875 non sia stata indicata la modalità di allevamento (data di riferimento 30/06/2023, dati elaborati il 15/07/2023).

Leggendo i suddetti numeri è evidente quanto il settore lattiero-caseario dipenda da questi animali, sfruttandoli fino all’ultima goccia. Purtroppo spesso il loro sacrificio, le continue gravidanze che li sottopongono a rischi connessi a salute e benessere (nelle mucche, come in tutti i mammiferi — compresi noi — la gravidanza e il parto innescano il meccanismo ormonale della lattazione), non è ripagato con la cura e l’attenzione che dovrebbe essere loro riservata.

Le mucche da latte frequentemente vanno incontro a disturbi locomotori come la zoppia, mastiti (un’infiammazione grave della ghiandola mammaria e del tessuto della mammella delle bovine da latte), restrizioni dei movimenti, incapacità di eseguire comportamenti che permettano condizioni di comfort e disturbi metabolici.
I disturbi metabolici sono legati all’alterazione di una via metabolica e possono causare gravi problemi di salute. Si presentano quando le mucche seguono una dieta non adatta alla condizione in cui si trovano, ad esempio in prossimità della gravidanza e futura lattazione (la secrezione del latte dalle ghiandole mammarie).

È da evidenziare anche l’aspetto del rapporto tra le mucche e i loro vitellini, spesso separati precocemente.

Il parere dell’EFSA

Come abbiamo già riportato in altri articoli, la Commissione europea ha richiesto all’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, di redigere pareri scientifici sul benessere degli animali d’allevamento nell’ambito della strategia Farm to Fork, il cui obiettivo è rendere i sistemi alimentari equi, sani e sostenibili. Per quanto riguarda le bovine da latte, l’EFSA raccomanda di:

  • evitare di tenere le mucche legate in maniera permanente;
  • dare a ogni mucca accesso a uno spazio interno totale di almeno 9m2;
  • dare accesso al pascolo con aree drenate e ombreggiate;
  • fornire di spazzole tutti i sistemi di stabulazione libera (quelli in cui le mucche non sono legate), in modo da consentire loro di seguire comportamenti propri della specie come grattarsi e pulirsi;
  • garantire alle mucche uno spazio individuale e di una lettiera sufficientemente spessa, quando alloggiate in cubicoli;
  • verificare periodicamente eventuali casi di zoppia, mastite o disturbi metabolici.

Inoltre, nel parere scientifico dell’EFSA dedicato al benessere dei vitelli, è raccomandato un più prolungato contatto con la madre, di almeno 1 giorno dopo il parto.

Ma cosa accade attualmente negli allevamenti di tutta Europa?

Cosa chiediamo alla revisione della legislazione europea per le mucche da latte

Come riportato nel documento di Eurogroup for Animals, ad oggi:

  • la Direttiva 98/58/EC nell’allegato 21 dichiara che «Nessun animale deve essere custodito in un allevamento se non sia ragionevole attendersi, in base al suo genotipo o fenotipo, che ciò possa avvenire senza effetti negativi sulla sua salute o sul suo benessere», ma spesso le mucche selezionate per produrre più latte vanno incontro a numerosi problemi di salute come la mastite;
  • l’allegato 14 della stessa direttiva afferma che «Agli animali deve essere fornita un’alimentazione sana adatta alla loro età e specie e in quantità sufficiente a mantenerli in buona salute e a soddisfare le loro esigenze nutrizionali. Gli alimenti o i liquidi sono somministrati agli animali in modo da non causare loro inutili sofferenze o lesioni e non contengono sostanze che possano causare inutili sofferenze o lesioni», tuttavia non tutti gli allevamenti europei garantiscono a mucche da latte un’alimentazione adeguata per il loro fabbisogno energetico, legato a una produzione di latte eccezionalmente elevata;
  • l’allegato 7 enuncia «La libertà di movimento propria dell’animale, in funzione della sua specie e secondo l’esperienza acquisita e le conoscenze scientifiche, non deve essere limitata in modo tale da causargli inutili sofferenze o lesioni. Allorché è continuamente o regolarmente legato, incatenato o trattenuto, l’animale deve poter disporre di uno spazio adeguato alle sue esigenze fisiologiche ed etologiche, secondo l’esperienza acquisita e le conoscenze scientifiche», eppure, in tutta l’Unione europea, molte mucche da latte vivono legate, incapaci di girarsi o muoversi liberamente e tenute al chiuso, senza conoscere il pascolo per la loro intera esistenza.

Manca una tutela specifica per le mucche da latte, in assenza di una direttiva o di un regolamento dedicati, a differenza di quanto avviene per altri animali. Come mostrato, la Direttiva 98/58/EC non è sufficiente, in quanto utilizza una terminologia vaga (ad esempio, non è descritto in cosa consistano le «inutili sofferenze») a cui non corrispondono standard delle strutture o specifiche indicazioni sulle esigenze delle specie.

Chiediamo alla Commissione europea una revisione della legislazione sul benessere animale che garantisca il rispetto delle norme già in vigore e ne aggiunga di più rigorose e basate sulle più recenti evidenze scientifiche, per migliorare la vita delle mucche da latte. Non lasciamole indietro.

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