Nuova proposta di legislazione UE per cani e gatti: buone notizie per il benessere di questi animali

Il testo introduce misure sulla tracciabilità, sulle pratiche di allevamento e sull’importazione, ma è necessario fare di più per contrastare la selezione estrema e il traffico illegale online.
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Articolo inserito dalla nostra redazione.
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Dopo la delusione sulla mancata proposta di riforma della legislazione UE riguardante gli animali allevati e le gravi criticità del testo diffuso sulla legislazione sul trasporto di animali vivi, arrivano fortunatamente buone notizie almeno sul fronte degli animali da compagnia, in particolare cani e gatti. Il 7 dicembre scorso la Commissione europea ha adottato una proposta di nuove norme sul benessere di questi animali.

Buone notizie per cani e gatti nell’Unione europea

La proposta si basa sul principio che cani e gatti debbano essere tenuti in modo da rispettare i loro bisogni primari e consentire loro di esprimere i comportamenti propri della loro specie. Le questioni affrontate sono principalmente:

  • migliori standard di benessere;
  • tracciabilità;
  • maggiori controlli sugli allevamenti;
  • maggiore preparazione del personale che si prende cura di cani e gatti;
  • controllo sulle importazioni.

Tra gli standard di benessere indicati, a seconda della struttura considerata, vi sono spazi minimi, divieto di gabbie, accesso alla luce naturale e all’esercizio fisico all’aperto, limiti di temperatura per gli alloggi e requisiti di alimentazione di base. Sono vietate anche le mutilazioni, come il taglio delle orecchie e il taglio della coda, a meno che non siano effettuate per ragioni veterinarie e previa anestesia: questa non si configura come una vera innovazione, in quanto questo divieto era già previsto dalla Convenzione di Strasburgo del 1987 (Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia), approvata in seno al Consiglio d’Europa, che l’Italia ha recepito nel 2010. Adesso, quindi, questi principi saranno trasfusi nel diritto unitario.
L’allevamento è regolamentato (con limiti sulla frequenza riproduttiva e sull’età minima) e la consanguineità sarà anch’essa vietata.

Gli stabilimenti di allevamento dovranno essere autorizzati a seguito di un’ispezione in loco da parte delle autorità competenti. Tutti i cani e i gatti dovranno essere dotati di microchip e registrati in una banca dati nazionale prima di poter circolare nell’UE e le banche dati degli Stati membri diventeranno interoperabili. In Italia è stata annunciata nel 2022 un’anagrafe nazionale unica per cani e gatti: una banca dati informatizzata che fornisca online i riferimenti utili per rintracciare il luogo di registrazione degli animali e il loro legittimo proprietario nell’ambito del territorio nazionale e non più soltanto regionale. Dopo l’annuncio, però, non ci sono stati più aggiornamenti quindi ci auguriamo che la proposta europea acceleri la messa a punto e utilizzo di questi strumenti.

Il testo, inoltre, prevede per le offerte di vendita di cani e gatti online, un sistema automatizzato gratuito grazie al quale il futuro proprietario potrà verificare l’identificazione e la registrazione del cane o gatto. Questa maggiore tracciabilità consentirà alle autorità di monitorare e controllare meglio l’allevamento, il commercio e la movimentazione degli animali, e darà a cittadine e cittadini informazioni più affidabili al momento dell’acquisto di un animale da compagnia.

Un’altra grande novità è la preparazione del personale che si prende cura degli animali: gli operatori del settore dovranno ottenere un livello minimo di competenza e gli Stati membri dovranno garantire la disponibilità di corsi di formazione. Chi vende cani e gatti dovrà garantire che i potenziali proprietari siano consapevoli dell’importanza di una proprietà responsabile, ovvero della necessità di fornire cure, alimentazione e assistenza medica adeguate per i propri compagni animali.

Infine, per le importazioni, a cani e gatti provenienti da paesi extra-UE dovrà essere garantito il rispetto di questi stessi standard di benessere (o di standard equivalenti). Cani e gatti importati dovranno essere registrati in un database UE entro 48 ore dal loro ingresso nell’Unione europea.

La situazione attuale di cani e gatti

Come riportato nella pagina ufficiale su Domande&Risposte sul benessere di cani e gatti, i numeri legati a cani e gatti nell’Unione europea sono sicuramente degni di attenzione: le cittadine e i cittadini dell’UE possiedono più di 72 milioni di cani e più di 83 milioni di gatti. Il valore stimato delle vendite di cani e gatti è di 1,3 miliardi di euro all’anno. Per quanto riguarda quelli che sono definiti animali domestici, in generale, circa il 44% di tutte le famiglie nell’UE convive con uno di essi e oltre il 90% sono cani o gatti.

I prezzi elevati e la domanda sempre crescente di animali da compagnia sono una spinta all’illegalità, incoraggiata anche da sanzioni inadeguate e da un traffico nazionale e transfrontaliero che commercia in animali a basso costo, a scapito del loro benessere, della loro salute e delle tasche e dei cuori dei futuri proprietari che dovranno spendere soldi in cure veterinarie e preoccuparsi di animali con seri problemi sanitari e comportamentali.

Un aspetto da evidenziare è che le norme sul benessere di cani e gatti variano notevolmente a seconda dello Stato membro, con ampie discrepanze su questioni quali l’identificazione e la registrazione, la registrazione degli stabilimenti di allevamento e i limiti di età per l’allevamento. La Commissione ha, quindi, deciso di proporre norme minime finalizzate all’armonizzazione.

Sono necessarie maggiori misure per selezione estrema e traffico illegale online

La proposta non affronta, purtroppo, altre misure urgenti come il divieto di vendita di cani e gatti nei negozi di animali, l’abuso dell’inseminazione artificiale e azioni sufficienti per controllare la selezione estrema che porta a maltrattamento genetico, il deterioramento del patrimonio genetico di cani e gatti (ma anche di altri animali da compagnia) causato da una selezione — o da una mancata selezione — verso dei caratteri che possono essere peggiorativi della salute dell’animale.

C’è poi il traffico illegale online, di cui avevamo già parlato in un precedente articolo sul Digital Service Act, iniziativa legislativa che ha introdotto nuove leggi in materia di trasparenza, obblighi informativi e accountability delle piattaforme online.
Si stima che circa 438.000 cani e 80.000 gatti vengano offerti online in ogni momento e le frodi sono ancora dilaganti. Il report EU Enforcement Action on illegal trade of cats and dogs (Azione di attuazione dell’UE sul commercio illegale di cani e gatti) ha sottolineato l’importanza della collaborazione continua tra gli Stati membri e degli strumenti che possono facilitarla.

«Cani e gatti sono compagni di vita, membri della famiglia: bene che finalmente una disciplina a loro tutela trovi spazio all’interno del diritto europeo. — commenta Alessandro Ricciuti, presidente di ALI — Questa proposta è un primo passo fondamentale ma lavoreremo anche insieme ai nostri partner europei per migliorarla: riteniamo prioritario l’inserimento del concetto di maltrattamento genetico e la previsione di regole ferree dirette anche nei confronti dei proprietari per assicurare una detenzione responsabile e consapevole, anche allo scopo di prevenire i maltrattamenti. Non dimentichiamoci inoltre della necessità di inserire delle prescrizioni contro il randagismo a livello europeo, oltre a un coordinamento delle forze di polizia per ridurre al minimo gli spazi di manovra per i criminali senza scrupoli che ancora oggi si arricchiscono grazie al traffico illecito di animali da compagnia».

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